3) Hume. Origine delle nostre idee.
Le percezioni dello spirito umano si dividono in impressioni e
idee. Queste a loro volta si dividono in semplici e complesse.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, Libro primo, Parte prima,
Sezione prima (pagine 262-263).

Tutte le percezioni dello spirito umano possono dividersi in due
classi, ch'io chiamer impressioni e idee. La differenza fra esse
consiste nel grado di forza e vivacit con cui colpiscono il
nostro spirito ed entrano nel pensiero e nella coscienza. Le
percezioni che penetrano con maggior forza e violenza, le
chiamiamo impressioni: e sotto questa denominazione io intendo
tutte le sensazioni, passioni ed emozioni, quando fanno la loro
prima comparsa nella nostra anima. Per idee intendo invece le
immagini illanguidite di queste sensazioni, sia nel pensare che
nel ragionare: ad es., le percezioni suscitate dal presente
discorso, ad eccezione di quelle dipendenti dalla vista o dal
tatto e il piacere o dolore immediato che esso pu causare. Io non
credo che occorrano molte parole per spiegare questa distinzione.
Ognuno vede subito da s la differenza tra il sentire e il
pensare. In genere  facile distinguere la loro diversit di
grado, anche se in taluni casi si trovino molto vicini l'uno
all'altro. Cos nel sonno, nella febbre, nella pazzia o in una
violenta emozione dell'anima, le idee possono avvicinarsi alle
impressioni; e, d'altra parte, succede talora che queste siano
cos deboli e tenui da non riuscire a distinguerle dalle idee. Ma
questa stretta somiglianza in alcuni casi non toglie che esse
siano generalmente tanto diverse che nessuno pu esitare di
classificarle separatamente e assegnare a ciascuna un nome
speciale per rilevarne la differenza.
Ma non dobbiamo trascurare un'altra divisione delle nostre
percezioni, che comprende tanto le impressioni quanto le idee:
quella delle percezioni in semplici e complesse. Le percezioni
semplici, impressioni o idee, son quelle che non consentono
nessuna distinzione o separazione: le percezioni complesse, al
contrario, possono distinguersi in parti. Bench un particolare
colore sapore e odore siano qualit unite insieme in questa mela,
 facile vedere che non sono le stesse e che possono venire
distinte l'una dall'altra.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 851.

G. Zappitello, Antologia filosofica,  Quaderno secondo/6. Capitolo
Undici/2.
4) Hume. Le relazioni fra le idee.
Hume  convinto che tutte le relazioni fra le idee possano essere
riassunte in sette tipi diversi, che enumera in queste pagine.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, Libro primo, Parte prima,
Sezione quinta (pagina 263).

Forse pu sembrare un compito senza fine enumerare tutte le
propriet mediante le quali gli oggetti possono essere messi a
confronto e dare origine a idee filosofiche di relazione. Ma se le
esaminiamo attentamente, troveremo che  possibile comprenderle
sotto sette capi generali, che vanno considerati come le fonti di
tutte le relazioni filosofiche.
1. Il primo  quello della somiglianza, senza cui non pu esistere
alcuna relazione filosofica in quanto nessun oggetto ammette
paragone con altro, che non abbia un qualche grado di somiglianza
con esso. Ma sebbene la somiglianza sia necessaria per ogni
relazione filosofica, non ne consegue che essa produca sempre una
connessione o associazione delle idee. Quando, infatti, una
propriet diventa molto generale ed  comune a moltissimi
individui, non guida pi la mente a uno di essi direttamente;
anzi, presentando ad un tratto una scelta troppo grande, impedisce
con questo mezzo che l'immaginazione si fissi su un singolo
oggetto.
2. L' identit pu considerarsi una seconda specie di relazione.
Essa viene intesa nel significato pi ristretto, in quanto si
applica a oggetti costanti e immutabili. Lasciamo quindi da parte
la natura ed il fondamento dell'identit personale, di cui
tratteremo pi avanti. Di tutte le relazioni questa  la pi
universale, essendo comune ad ogni essere la cui esistenza abbia
una durata.
3. Dopo quella d'identit, la relazione pi universale e
comprensiva  quella di spazio e di tempo, all'origine di un
infinito numero di comparazioni, come quando diciamo che una cosa
 distante, contigua, sopra, sotto, prima, dopo, eccetera
4. Tutti gli oggetti, che ammettono quantit o numero, possono
essere messi a confronto per tale rispetto, ed  questa un'altra
fertilissima fonte di relazioni.
5. Quando due oggetti hanno una stessa propriet in comune, il
grado in cui la possiedono forma una specie di relazione. Cos di
due oggetti pesanti, l'uno pu essere di maggiore o minore peso
dell'altro; due colori della stessa specie possono avere diverse
sfumature e prestarsi a un confronto per questo rispetto.
6. La relazione di contrariet pu, a prima vista, sembrare una
eccezione alla regola per cui nessuna relazione di qualsiasi
specie esiste senza un qualche grado di somiglianza. Ma ci si
consenta di notare che due idee non sono mai contrarie in se
stesse, tranne quelle di esistenza e non esistenza, le quali sono
chiaramente rassomiglianti in quanto implicano ambedue un'idea
dell'oggetto: quantunque la seconda escluda l'oggetto di ogni
tempo e spazio, come non esistente in nessuno di essi.
Tutti gli altri oggetti, come il fuoco e l'acqua, il caldo e il
freddo, sono trovati contrari nell'esperienza e per la contrariet
delle loro cause o dei loro effetti: la quale relazione, di causa
ed effetto,  la settima relazione filosofica e insieme naturale.
La somiglianza implicita in questa relazione sar spiegata in
seguito.
Qualcuno si attender naturalmente che aggiunga la differenza alle
altre relazioni. Ma questa io la considero come una negazione di
relazione piuttosto che qualcosa di reale e positivo. La
differenza  di due tipi secondo che si oppone all'identit o alla
somiglianza: la prima  chiamata differenza di numero, l'altra di
specie.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagine 858-860.
